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Il film della mafia – di Marcello Ravveduto

Marcello RavvedutoIl Fatto Quotidianodi Marcello Ravveduto
Il film della mafia

Tutti insieme in un’aula. Quando chiedo “Che cosa è per voi la mafia?” un paio di loro, intimiditi forse dal mio tono o dalla paura di essere giudicati dai loro compagni, mi rispondono: “Lo Stato!”. Il loro nichilismo mi ha spinto a trovare una ragione alla risposta istintiva. Ho provato a replicare partendo dalla loro stessa semplificazione.

Quali sono i cardini su cui si è basata la costruzione dello Stato moderno? Tre pilastri: il monopolio della violenza, l’amministrazione della giustizia e l’esazione fiscale. Pensandoci bene sono gli stessi principi su cui si fonda il potere delle mafie: organizzano eserciti territoriali, giudicano sommariamente decretando la vita o la morte di affiliati e cittadini innocenti, impongono il pizzo come prelievo fiscale.

Le mafie imitano lo Stato. Per questo si è spesso parlato di Stato e Antistato. Ovvero due poteri simmetrici collocati in dimensioni diverse. L’uno di fronte all’altro sembrano fronteggiarsi per contendere il dominio territoriale, economico, sociale, civile e culturale in alcune aree geografiche del Paese. In alcuni casi i due soggetti si toccano e i confini si confondono dando origine a quelle che si definiscono zone grigie. Continue reading ‘Il film della mafia – di Marcello Ravveduto’

In simultanea contro le mafie – di Giorgio Mottola

Giorgio Mottoladi Giorgio Mottola
In simultanea contro le mafie

Notti contro le mafie
23 ottobre 2010

Parresìa. Così la chiamavano i Greci. L’attore, seguendo il copione scritto dal sapido commediografo, scendeva dal palcoscenico in mezzo al pubblico e sputtanava ruberie e torbidi misfatti della polis. Parresìa, ovvero, libertà di parola. Il suo opposto (moderno) è omertà. Legge del silenzio, che nei territori di mafia deve rispettare  ogni uomo che intende dimostrarsi tale. Infatti, nella parola omertà c’è la radice di “homo”. Il termine definisce la qualità essenziale dell’essere uomo, la sua “ominità” per l’appunto. Continue reading ‘In simultanea contro le mafie – di Giorgio Mottola’

23 OTTOBRE 2010 – LA MAFIA E’ IL PRESENTE, NON IL FUTURO: “Notti contro le mafie, parola ai giovani”

23 ottobre 2010
Notti contro le mafie

Associazioni, magistrati, scrittori, avvocati, cantanti, band, artisti TUTTI INSIEME PER DIRE NO ALLA MAFIA. L’evento si terrà in contemporanea nelle maggiori città italiane (Roma, Napoli, Milano, Torino, Cosenza, Firenze, Bologna, Reggio Calabria, Brescia,
Foligno, Tivoli…).

“Strozzateci tutti” sarà presente a NAPOLI assieme a LUCARIELLO (cantante), …KOSANOST (band), IGNAZIO SCASSILlO (cantante), OVERSEAS (band), SBIRRO FUNK (band), RAFFAELE MARINO (procuratore aggiunto di Torre Annunziata), CAFFÈ NEWS (online Magazine), HOMO SCRIVENS (associazione di scrittori), L’ ECO DI CASSANDRA (giornale della Facoltà di Lettere della Federico II), VINCENZA ALFANO (scrittrice e docente di Lettere), CANDIDO ROBERTO MORMILE (avvocato), IMPRENDITORI DI SOGNI (associazione teatrale),  SOTTOTERRA- MOVIMENTO ANTIMAFIA di Frattamaggiore, CENTRAL VOWEL ADDICTION (band), A-TEAM (band)… Continue reading ’23 OTTOBRE 2010 – LA MAFIA E’ IL PRESENTE, NON IL FUTURO: “Notti contro le mafie, parola ai giovani”’

Massimo Ciancimino: l’intervista – di Luca Mattiucci (Comunicare il Sociale, giugno 2010)

di Luca Mattiucci *
Massimo Ciancimino: l’intervista
Comunicare il sociale #2 – Giugno 2010

Ringraziamo il direttore di Comunicare il Sociale che attraverso il nostro blog ripropone l’intervista a Massimo Ciancimino apparsa sul numero 2 della rivista, interamente dedicata alle mafie. MR

Tra i numerosi libri sulla mafia grande scalpore ha suscitato quello recentemente pubblicato da Massimo Ciancimino, figlio minore dell’ex Sindaco di Palermo Vito. Il titolo è emblematico: “Don Vito”; un libro come tanti ma che come pochi è stato acquisito in ben dodici copie dalle procure di Caltanissetta e Palermo. La storia è quella del padre, scritta da Massimo a quattro mani con il giornalista Francesco La Licata. Si va dal “sacco di Palermo” alla presunta trattativa tra Stato e Mafia degli anni ’90. Quella trattativa che sembra avere portato alla fine delle stragi di mafia, o forse solo ad una tregua che dura ormai da vent’anni. Ciò che oggi Ciancimino racconta potrebbe ben presto riscrivere la storia di numerosi, tanti, forse troppi accadimenti che hanno sconvolto in questo ventennio il nostro paese. Oggi la racconta lui che «la mafia l’ho respirata a casa mia quando di mafia non si sapeva ancora il volto. Con Buscetta che la prima volta nel ‘90 rompe questo muro del silenzio. Nell’80 io sapevo già cos’era mafia quando di mafia ancora non si parlava». Continue reading ‘Massimo Ciancimino: l’intervista – di Luca Mattiucci (Comunicare il Sociale, giugno 2010)’

Pupi, pupari, Pulcinella e guappi – di Francesco Piccinini

Francesco Piccininidi Francesco Piccinini
Pupi, pupari, Pulcinella e guappi

E’ una storia che comincia a Palermo; no è una storia che comincia a Napoli; no è una storia, che forse, comincia a metà strada, sul traghetto che le collega ogni giorno: il “postale”, come lo chiama ancora mia nonna. E’ una storia di mafia e di camorra. E’ la descrizione di due mondi così simili e così diversi. Palermo e Napoli, capitali dello stesso regno, schiave di un male comune.

Ho vissuto per anni su una strada invisibile che univa Secondigliano a Bagheria, una strada che ha trasformato la mafia e la camorra in qualcosa che usciva dalle pagine dei giornali per diventare quotidianità. Continue reading ‘Pupi, pupari, Pulcinella e guappi – di Francesco Piccinini’

Gadgets siciliani: baciamo le mani – di Pietro Nardiello

Pietro Nardiellodi Pietro Nardiello
Gadgets siciliani: baciamo le mani

Quando, finalmente, si può andare in ferie per cercare il meritato riposo (?!!), spesso, si preferisce, non osservare ciò che ti accade intorno. E’ giunto il momento di ricaricarsi e di non seguire, seppure per un po’, la vita sociale e politica del Paese. Un modo di pensare che non ho mai condiviso. Dunque si parte, si va in vacanza in nave da Salerno per raggiungere la Sicilia. Evito, se posso, la Salerno – Reggio Calabria perché su quell’autostrada si diventa prima adulti e poi vecchi.
All’indomani, mentre ci si accinge al solito rito del caffè, senza sorpresa noto che le uniche bustine di zucchero disponibili al bar della nave sono quelle riportanti il marchio “Kerò”, lo zuccherificio appartenuto quando si chiamava “Ipam” a Dante Passerelli imprenditore vicino alla famiglia di Francesco Schiavone all’epoca capo del clan camorristico cosiddetto dei casalesi. Continue reading ‘Gadgets siciliani: baciamo le mani – di Pietro Nardiello’