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Carmelina, testimone di giustizia – di Vincenzo Ammaliato

Vincenzo Ammaliatodi Vincenzo Ammaliato
Carmelina, testimone di giustizia

Il Fatto QuotidianoLa differenza fra il “collaboratore di giustizia” e il “testimone di giustizia” è enorme ed è importante ricordarla, anche nella speranza che il legislatore vari una volta per tutte una riforma totale sulla materia. Il primo decide di iniziare a collaborare con la giustizia, per calcolo, dopo un percorso di vita criminale e l’arresto; il secondo, invece, è una persona con una vita normalissima che dopo aver assistito a un episodio criminale (spesso involontariamente) decide di aiutare la giustizia per spirito civico. Eppure, le cronache degli ultimi anni ci hanno quasi sempre consegnato esperienze di collaboratori di giustizia che dopo aver deciso di stare dalla parte dello Stato hanno visto la propria qualità di vita impennarsi; mentre quella dei testimoni di giustizia, dopo la scelta di fare la cosa giusta e normale, scendere fino agli abissi (e, purtroppo, a volte andare anche oltre).

La protagonista di questa storia si chiama Carmelina P. Il 13 agosto del 2003 si trovava in sella alla sua bicicletta ferma all’esterno del Roxi bar di Mondragone per organizzare la gita di ferragosto con le amiche. Continue reading ‘Carmelina, testimone di giustizia – di Vincenzo Ammaliato’

Omicidio Vassallo: 5 ipotesi – di Giorgio Mottola

Giorgio Mottoladi Giorgio Mottola
Omicidio Vassallo: 5 ipotesi

Un’esecuzione. Questa è l’unica cosa certa. Nove proiettili calibro 9×21 sparati tra le tempie e il cuore. Ma al momento nessuno è in grado di rispondere con certezza alla domanda: perché il sindaco di Pollica Angelo Vassallo doveva morire? Il paese era diventato negli ultimi quindici anni un’importante meta del turismo d’èlite: mare cristallino, strapiombi mozzafiato, porto turistico affollato di yacht, ma soprattutto uno sviluppo del territorio programmato e rigoroso. Abusivismo quasi inesistente, piano urbanistico comunale blindato, lottizzazione dei terreni bandita. Scelte che devono essere apparse folli, azzardate agli speculatori di professione. Che da queste parti hanno nomi che fanno tremare: Mario Fabbrocino, detto “o gravunaro”, boss dell’area Vesuviana, che negli anni passati ha colonizzato la zona tra Castellabate e Montecorice, che confina con Pollica; il clan Moccia e il clan Cesarano, che da Agropoli stanno spostando i loro investimenti più a Sud; Francesco Schiavone detto Sandokan, che insieme a un cartello di imprenditori casalesi dalla metà degli anni ’90 viene a riciclare da queste parti; e, infine, le cosche della ndrangheta di Cetraro e della costa tirrenica calabrese, che si sono insediati nella zona all’epoca del soggiorno obbligato del boss Francesco Muto che proprio in un hotel di Acciaroli fu costretto a trascorrere quattro anni. Continue reading ‘Omicidio Vassallo: 5 ipotesi – di Giorgio Mottola’

I soliti benpensanti – di Luigi Sabino

Luigi Sabinodi Luigi Sabino
I soliti benpensanti

Conoscevo Angelo Vassallo solo di nome.
Me ne avevano parlato alcuni amici qualche tempo fa quando, in un più ampio discorso sulla decadenza delle istituzioni campane, mi raccontarono di questo “sindaco pescatore” che si opponeva con iniziative e denunce alle infiltrazioni della camorra imprenditrice. Ricordo che mi fece sorridere la storia dei 1000 euro di multa per chi gettava la cenere della sigaretta per strada, così come trovai esilarante l’idea di dotare i loculi del cimitero di Acciaroli di una web cam che permettesse ai parenti lontani di controllare cosa stesse facendo il “caro estinto”. Iniziative forti, provocatorie, ai limiti dell’assurdo ma che erano frutto di un amore viscerale per la comunità che amministrava. Continue reading ‘I soliti benpensanti – di Luigi Sabino’

Una vittima innocente…. di serie B – di Bruno De Stefano

Bruno De Stefanodi Bruno De Stefano
Una vittima innocente…. di serie B

Diciannove lettere. Nello sterminato elenco delle vittime innocenti abbattute dalla camorra, quello di Giuseppina Guerriero non è che un nome tra tanti. Diciannove lettere, appunto, che non dicono quasi nulla neppure a chi segue con attenzione le cronache dei giornali e dei tg. Una vittima di serie B, insomma, di quelle che non “tirano” sui media.
Sarà perché quando è stata ammazzata i media si stavano occupando d’altro, o perché i familiari hanno sempre preferito mantenere un profilo basso. Fatto sta che la storia di questa donna morta a 43 anni è colpevolmente poco conosciuta, se non a chi le voleva bene. E merita di essere ricordata non solo perché rappresenta uno degli esempi più atroci di come si possa morire da innocenti, ma per il gesto nobilissimo compiuto dalla sua famiglia. Continue reading ‘Una vittima innocente…. di serie B – di Bruno De Stefano’

Sicilia ‘76: l’abuso del silenzio – di Sergio Nazzaro

Sergio Nazzarodi Sergio Nazzaro
Sicilia ‘76: l’abuso del silenzio

Il Fatto QuotidianoSicilia. Trapani. Passeggiare nella terra che tanto è identificata con la mafia mi fa rendere conto di alcune ovvietà. Non si può parlare di tutto in qualità di esperti antimafia. Qui la terra è ancora più 
complicata, gli intrecci perversi tra Stato e criminalità profondi, articolati, paurosi. Vengo in Sicilia credendo che sia tutto devastazione. Continue reading ‘Sicilia ‘76: l’abuso del silenzio – di Sergio Nazzaro’

«Due o tre cose che sappiamo della Strage di Castelvolturno» di Emiliano Di Marco

Emiliano Di Marcodi Emiliano Di Marco
Due o tre cose che sappiamo della Strage di Castelvolturno

Quando alla vigilia di San Gennaro, il 18 settembre del 2008, il commando di Giuseppe Setola (detto “o’cecato”), mise in atto il “botto” programmato da tempo, l’orribile strage in cui vennero uccisi prima Antonio Celiento, il guardiano dei latitanti nascosti nei villini di Castelvolturno, uomo del clan Schiavone, considerato da Setola una spia dei carabinieri, e subito dopo i sei immigrati africani che si trovavano nei pressi della sartoria “Ob Ob Exotic Fashions” al km. 43 della domiziana, i morti avrebbero dovuto essere molti di più, secondo le dichiarazioni rese ai magistrati da Oreste Spagnuolo. Continue reading ‘«Due o tre cose che sappiamo della Strage di Castelvolturno» di Emiliano Di Marco’