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Massimo Ciancimino: l’intervista – di Luca Mattiucci (Comunicare il Sociale, giugno 2010)

di Luca Mattiucci *
Massimo Ciancimino: l’intervista
Comunicare il sociale #2 – Giugno 2010

Ringraziamo il direttore di Comunicare il Sociale che attraverso il nostro blog ripropone l’intervista a Massimo Ciancimino apparsa sul numero 2 della rivista, interamente dedicata alle mafie. MR

Tra i numerosi libri sulla mafia grande scalpore ha suscitato quello recentemente pubblicato da Massimo Ciancimino, figlio minore dell’ex Sindaco di Palermo Vito. Il titolo è emblematico: “Don Vito”; un libro come tanti ma che come pochi è stato acquisito in ben dodici copie dalle procure di Caltanissetta e Palermo. La storia è quella del padre, scritta da Massimo a quattro mani con il giornalista Francesco La Licata. Si va dal “sacco di Palermo” alla presunta trattativa tra Stato e Mafia degli anni ’90. Quella trattativa che sembra avere portato alla fine delle stragi di mafia, o forse solo ad una tregua che dura ormai da vent’anni. Ciò che oggi Ciancimino racconta potrebbe ben presto riscrivere la storia di numerosi, tanti, forse troppi accadimenti che hanno sconvolto in questo ventennio il nostro paese. Oggi la racconta lui che «la mafia l’ho respirata a casa mia quando di mafia non si sapeva ancora il volto. Con Buscetta che la prima volta nel ‘90 rompe questo muro del silenzio. Nell’80 io sapevo già cos’era mafia quando di mafia ancora non si parlava». Continue reading ‘Massimo Ciancimino: l’intervista – di Luca Mattiucci (Comunicare il Sociale, giugno 2010)’

STROZZATECI TUTTI – La prefazione di Marco Travaglio

“Strozzateci tutti” (Aliberti editore) – La prefazione di Marco Travaglio.
Il libro esce in libreria giovedì 30 settembre 2010.

«Le dichiarazioni di Silvio Berlusconi sulla mafia, si ispirano a modelli illustri. Il boss Luciano Liggio, intervistato da Enzo Biagi per Rai1 il 20 marzo 1989, argomentò:

«Quando il giudice mi ha interrogato mi sono accorto che mi trovavo di fronte a un ammalato. Se dietro a varie scrivanie dello Stato ci sono degli psicotici la colpa non è mia. Perché non fanno delle visite adeguate a questa gente prima di affidare loro un ufficio?».

Non poteva immaginare, il boss corleonese maestro di Riina e Provenzano, che 14 anni dopo, parlando dei giudici d’appello di Palermo che avevano ritenuto Giulio Andreotti colpevole di mafia fino al 1980 (reato commesso, ma prescritto), un presidente del Consiglio avrebbe dichiarato, sulla sua scia, al quotidiano britannico “The Spectator”:

«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perché lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato,  devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro, è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana». Continue reading ‘STROZZATECI TUTTI – La prefazione di Marco Travaglio’

Colletti bianchi, colletti sporchi – di Serena Giunta

Serena Giuntadi Serena Giunta
Colletti bianchi, colletti sporchi

Psicologia clinica e crimine dei colletti bianchi.
Da diversi anni la ricerca psicologico-clinica si occupa dell’analisi psicodinamica del fenomeno mafioso, con l’obiettivo di costruire un modello di comprensione in grado di compiere una lettura integrata delle organizzazioni criminali, muovendosi tra le discipline psicologiche, sociali, economiche, antropologiche. Il metodo utilizzato dalla ricerca psicologica si avvale di un vertice d’osservazione centrato sulla fondazione relazionale dello psichico che individua nella dimensione familiare ed antropologica la matrice ontologica dell’identità soggettiva. Capire come pensa la mafia, come riflette su se stessa, come si alimenta e come si proietta nel futuro sono obiettivi fondamentali; è significativo il processo di riorganizzazione che la psiche mafiosa ha intrapreso per far fronte all’esigenza di adeguamento alle trasformazioni economiche, politiche e sociali che investono il periodo attuale. Continue reading ‘Colletti bianchi, colletti sporchi – di Serena Giunta’

Cose di “cosa nostra” – di Serena Giunta

Serena Giuntadi Serena Giunta
Cose di “cosa nostra”

La ricerca clinico-antropologica ha mostrato come l’essere umano venga al mondo con un dispositivo biologico inadeguato a far fronte tanto ai bisogni interni quanto alle richieste dell’ambiente (Gehlen A., 1978).

Lo sviluppo dell’individuo in quanto “Persona”, necessita di una famiglia poiché “nicchia antropologica primaria”. Ma non sempre questa nicchia antropologica primaria è concepita come luogo di replicazione di schemi e codici insaturi o come modello “sano” per la costituzione dell’identità; la famiglia mafiosa è l’esempio per eccellenza. Continue reading ‘Cose di “cosa nostra” – di Serena Giunta’

Strozzateci tutti e AgoraVox: perché? (Agoravox.it)

AgoravoxPerché un blog collettivo quale Strozzateci Tutti apre un profilo su AgoraVox? Semplice, riteniamo che uno strumento di comunicazione di massa debba essere un collettore di informazioni ma anche uno strumento valido in grado di verificare e accreditare la notizia pubblicata. Una constatazione ancora più cogente visto che intendiamo occuparci di mafie.

Se fosse possibile condensare in un’immagine il nostro rapporto di collaborazione descriverei una di quelle scene cinematografiche in cui l’alternarsi dei primi piani mostra l’incrociarsi degli sguardi e subito dopo, allargando l’inquadratura, due volti sorridenti. È un gesto di fiducia reciproco nato da una comune intesa sulla libertà di pensiero e di parola. Continue reading ‘Strozzateci tutti e AgoraVox: perché? (Agoravox.it)’

Palermo e il pizzo: prove di ribellione – di Salvatore Cernigliaro (IlFattoQuotidiano.it)

Salvatore Cernigliarodi Salvatore Cernigliaro
Palermo e il pizzo: prove di ribellione

Il Fatto QuotidianoTutti conoscono la storia di Libero Grassi e la sua tragica fine (oggi ricorre il 19° anniversario), ma di imprenditori uccisi a Palermo dalla mafia c’è ne sono stati altri. Ne voglio qui ricordare due. Anno 1985: poco prima che la mafia decidesse l’attacco alla Polizia di Stato con gli omicidi di Beppe Montana, Ninni Cassarà e Roberto Antiochia, vennero assassinati due imprenditori. Il 27 febbraio: Pietro Patti, quattordici giorni dopo, il 13 marzo: Giovanni Carbone. Continue reading ‘Palermo e il pizzo: prove di ribellione – di Salvatore Cernigliaro (IlFattoQuotidiano.it)’