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Archive for the 'Ospiti | Partnership' Category

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L’antimafia dei fatti – di Luigi Sabino

Luigi Sabinodi Luigi Sabino
L’antimafia dei fatti

Il Fatto QuotidianoQuesta è l’Antimafia dei fatti cui mi onoro di appartenere”. Per due giorni, il ministro Maroni ha ripetuto questa frase come se fosse un mantra. Il motivo? Larresto di Antonio Iovine alias “o’ ninno”, boss del clan dei Casalesi, latitante da oltre 10 anni.

Comprensibile la soddisfazione dell’inquilino del Viminale, non solo perché si è tolto dalla circolazione un pericoloso criminale, ma, soprattutto, perché la cattura di Iovine, dal suo punto di vista, mette la parola fine alla polemica scoppiata con l’autore di Gomorra che, qualche giorno prima aveva parlato dei presunti legami tra i “Padani” e la ‘ndrangheta.

L’arresto di “o’ ninno” è stato un colpo di scena degno di un giallo, un aiuto tanto provvidenziale da insinuare più di qualche dubbio sulla “causalità” del blitz. Continue reading ‘L’antimafia dei fatti – di Luigi Sabino’

Complimenti Roberto – di Sergio Nazzaro

Sergio Nazzarodi Sergio Nazzaro
Complimenti Roberto

Antonio Iovine è stato arrestato. A guidare gli uomini a Casale di Principe e a portarlo a Napoli, dopo l’arresto, è stato Vittorio Pisani. Non molto tempo fa, il 15 ottobre 2009, Giuseppe D’Avanzo chiudeva un articolo con una frase lapidaria: e Pisani non può più restare a Napoli. E chi lo arrestava allora Iovine? Il lungo e complesso articolo ribatteva alle dichiarazioni di Pisani che non ravvedeva la necessità della scorta a Roberto Saviano. Continue reading ‘Complimenti Roberto – di Sergio Nazzaro’

La fine della Sixth Family – di Francesca Viscone

Francesca Visconedi Francesca Viscone
La fine della Sixth Family

I Rizzuto hanno scritto la storia della mafia in Canada. Qui Nicolò, Nick senior, era arrivato nel 1954, dopo aver sposato la figlia del capobastone di Cattolica Eraclea e lavorato come campiere nelle terre del barone Agnello. Il suo omicidio sembra tuttavia segnare la fine della Sixth Family, anche se è ancora in vita il primogenito, Vito, che dal carcere ha dovuto assistere impotente all’omicidio del figlio prima e del padre dopo.

Il vecchio boss aveva 86 anni quando è stato ucciso, il 10 novembre, davanti alla moglie, Libertina Manno, e alla figlia Maria. Ma questo è solo l’ultimo atto di una lunga catena di omicidi che ha come unico scopo la distruzione dei Rizzuto. In ballo ci sono i soldi e il potere, i giochi della finanza internazionale, il traffico di stupefacenti, investimenti di miliardi di dollari.

Una guerra che si combatte tutta tra Cosa Nostra e la ’ndrangheta, in cui si mescolano odii antichi e progetti di futuri guadagni. Continue reading ‘La fine della Sixth Family – di Francesca Viscone’

La punizione – di Luigi Sabino

Luigi Sabinodi Luigi Sabino
La punizione

Il Fatto QuotidianoÈ una strana processione quella dei 5 uomini, tutti con ferite d’arma da taglio al volto, che qualche mese fa ha animato il pomeriggio dell’ospedale San Giovanni Bosco. Non sono arrivati insieme ma alla spicciolata, a intervalli irregolari. Forse, in questo modo, speravano di passare inosservati, senza attirare l’attenzione dei poliziotti del presidio. Non ci riescono. Allora scatta il piano “B”. Agli agenti che li interrogano, riferiscono tutti la stessa storia ossia che sono stati vittima di un tentativo di rapina. Cambia solo l’oggetto del contendere. Una volta è uno scooter, l’atra un Rolex, un’altra ancora il giubbino firmato. C’era qualcuno con loro? No, erano assolutamente soli. Hanno riconosciuto gli aggressori? No, mai visti prima.

I poliziotti hanno capito subito che era una balla clamorosa, raccontata per nascondere altro ma sanno anche che possono farci poco. I “feriti” conoscono la legge. Sanno che un’accusa di favoreggiamento è più lieve di una di associazione per delinquere. Soprattutto, però, sanno che, mentendo, eviteranno che le forze dell’ordine mettano il naso nei loro affari e in quelli del clan. Sì perché i 5 non sono cittadini comuni, ma affiliati ai Di Lauro di Secondigliano e, come facile intuire, non sono stati vittime di un tentativo di rapina ma di un’azione punitiva organizzata dagli “scissionisti”. Continue reading ‘La punizione – di Luigi Sabino’

Squadra antimafia: Totò Schillaci mafioso in tv – di Anna Bisogno

di Anna Bisogno
Squadra antimafia: Totò Schillaci mafioso in tv

Squadra Antimafia-Palermo Oggi è “sopravvissuta”. Gli ascolti hanno premiato il concept, i personaggi, gli intrighi per la seconda stagione e in virtù di ciò sta per tornare con la terza serie. Il produttore Pietro Valsecchi fino all’ultimo momento non era sicuro di riuscire a riportare sul piccolo schermo le nuove storie di Claudia Mares, interpretata da Simona Cavallari, il capo della squadra. Sono tempi duri. Le nuove riprese sono state cominciate a ottobre a Palermo, stessa location delle serie precedenti.

Valsecchi ha sempre punta in alto, rischiato, investito: “non bisogna soffermarsi più sullo share ma andare avanti con la qualità del prodotto“, aveva detto l’anno scorso. E il suo fiuto di produttore navigato che conosce bene le logiche e le dinamiche dentro e fuori la televisione, non lo ha tradito neppure stavolta. Così alza il tiro Continue reading ‘Squadra antimafia: Totò Schillaci mafioso in tv – di Anna Bisogno’

{Articolo21} Strozzateci tutti: quando la lotta per la legalità non si ferma alla sola scrittura – di Bruna Iacopino

di Bruna Iacopino
Strozzateci tutti: quando la lotta per la legalità non si ferma alla sola scrittura

Ben pochi testi offrono la possibilità di aprire una discussione a tutto tondo tirando in ballo la responsabilità civile da una parte, la politica dall’altra e il ruolo necessario e insostituibile di un’informazione libera, libera dalle pastoie legislative, libera da condizionamenti e ricatti di ogni genere. E sicuramente il testo presentato oggi (ieri, n.d.r.) alla Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati, questa possibilità non solo l’ha ampiamente offerta ma è riuscito a fare molto di più, mettendo insieme una serie di voci, diverse, ma vicine, per sensibilità fra loro.

Strozzateci tutti nasce come risposta indignata a quello che, questo gruppo di 23 autori ha voluto definire il “nuovo editto di Olbia” quello lanciato dal premier il 29 novembre dello scorso anno. 23 persone che, per competenza, passione civile, lavoro svolto sul territorio hanno pensato bene che l’unica risposta possibile, in mancanza di riposte effettive da parte politica, poteva essere solo una: dimostrare che, non solo di mafia è necessario parlarne, ma bisogna parlarne con competenza e professionalità, recuperando quella memoria storica che, troppe volte, i ritmi frenetici a cui anche l’informazione è sottoposta, si perde senza lasciare traccia. Le testimonianze hanno, in questo lavoro collettivo, il ruolo preponderante, e la testimonianza, sottolinea Marino Sinibaldi, moderatore del dibattito, è qualcosa che l’informazione ha ormai messo da parte, dimenticandone il valore autentico. Continue reading ‘{Articolo21} Strozzateci tutti: quando la lotta per la legalità non si ferma alla sola scrittura – di Bruna Iacopino’