
di Giorgio Mottola
Omicidio Vassallo: 5 ipotesi
Un’esecuzione. Questa è l’unica cosa certa. Nove proiettili calibro 9×21 sparati tra le tempie e il cuore. Ma al momento nessuno è in grado di rispondere con certezza alla domanda: perché il sindaco di Pollica Angelo Vassallo doveva morire? Il paese era diventato negli ultimi quindici anni un’importante meta del turismo d’èlite: mare cristallino, strapiombi mozzafiato, porto turistico affollato di yacht, ma soprattutto uno sviluppo del territorio programmato e rigoroso. Abusivismo quasi inesistente, piano urbanistico comunale blindato, lottizzazione dei terreni bandita. Scelte che devono essere apparse folli, azzardate agli speculatori di professione. Che da queste parti hanno nomi che fanno tremare: Mario Fabbrocino, detto “o gravunaro”, boss dell’area Vesuviana, che negli anni passati ha colonizzato la zona tra Castellabate e Montecorice, che confina con Pollica; il clan Moccia e il clan Cesarano, che da Agropoli stanno spostando i loro investimenti più a Sud; Francesco Schiavone detto Sandokan, che insieme a un cartello di imprenditori casalesi dalla metà degli anni ’90 viene a riciclare da queste parti; e, infine, le cosche della ndrangheta di Cetraro e della costa tirrenica calabrese, che si sono insediati nella zona all’epoca del soggiorno obbligato del boss Francesco Muto che proprio in un hotel di Acciaroli fu costretto a trascorrere quattro anni. Continue reading ‘Omicidio Vassallo: 5 ipotesi – di Giorgio Mottola’



























Ultimi commenti
disastro ambientale doloso