di Carmen Pellegrino
Commemorare è giusto o sbagliato? E ricordare per legge ha senso? In un Paese come il nostro ormai incapace di costruire memoria, diviso tra gli affanni di una classe politica ansiosa di liberarsi del proprio passato e l’incapacità delle istituzioni di delimitare in positivo gli spazi della memoria nazionale, a tenere insieme il patto fondativo della nostra memoria sono oggi, sempre più spesso, il dolore e il lutto che scaturiscono dal ricordo delle “vittime”, vittime di questo e quello, della Shoah, del terrorismo, dei disastri ambientali, delle mafie…
Lo spiega bene lo storico Giovanni De Luna nel suo recente saggio La Repubblica del dolore (Feltrinelli, 2011) dimostrando come l’attuale patto memoriale si fondi essenzialmente sul ruolo centrale della vittima, con una conseguente parcellizzazione del panorama memoriale. La memoria finisce così per frammentarsi, per risolversi in una lista di mancanze e torti da riparare (come se si potesse): una memoria in negativo, una tempesta sentimentale che investe le istituzioni, sovraccaricate di giorni predisposti dal legislatore per il ricordo.
Si delinea così uno “sconcertante dilemma” che resterà senza soluzione, perché da una parte ci sono le ragioni dello storico, analitiche e di indubbia efficacia, dall’altra ci sono quelle delle vittime che nel ricordare agli altri, a chi non sa, nomi e circostanze che altrimenti sparirebbero dal discorso pubblico, finendo in un dimenticatoio angoscioso, aiutano se stessi nella lenta, dolorosa, lunghissima rielaborazione del lutto.
Tra tanti esempi che si possono fare, c’è quello di una giovane donna napoletana che da sola ha ingaggiato una lotta infaticabile contro l’oblio, la rimozione, la distorsione della memoria. Alla sua lotta ha dovuto poi aggiungere un supplemento di coraggio per resistere a una legge arcaica che non ha mai smesso di scagliare sui figli le colpe dei padri, quali che siano, con forza di maledizioni.
Lei si chiama Serena Lamberti, ha 28 anni Continue reading ‘Serena Lamberti e il peso della memoria’
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