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Monthly Archive for ottobre, 2010
di Luigi Sabino
Storia di G., un vuoto a perdere
G. ha solo 19 anni eppure può già vantare un discreto “curriculum” criminale, una lunga sfilza di reati che ha cominciato a collezionare da quando ancora non era maggiorenne. Da qualche mese però ha abbandonato la vita del cane sciolto ed è diventato un soldato del “sistema”, come in gergo è chiamata la camorra. È passato con i grandi, quelli che controllano il dedalo di vicoli che formano il centro storico di Napoli. Ha realizzato il sogno di una vita perché finalmente può dimostrare di avere la stoffa del boss, di non avere paura a “prendere i soldi da mano alla gente”, di poter dire di appartenere alla “malavita”, anche se non sa che sono almeno 10 anni che nessuno usa più questa parola. Continue reading ‘Storia di G., un vuoto a perdere – di Luigi Sabino’
di Alessandro Chetta
La mafia nipponica vota il Pd giapponese
In Italia, e che diamine, le indicazioni di voto le avrebbero date con più discrezione. In Giappone no. Perché la yakuza, la mafia nipponica, decise nel 2007 di fare addirittura un endorsement sul cambio di “casacca”. Per cinquant’anni i capi – gli oyabun - avevano appoggiato i liberaldemocratici (Ldp). Tre anni fa fiutarono il vento che cambia e ordinarono: si vota per il Partito Democratico, che in Giappone si chiama Dpj. Per la cronaca, il Dpj ha stravinto. Il diktat elettorale è stato imposto con un clamore tutt’altro che sotterraneo alla vastissima rete territoriale mafiosa della Yamaguchi-gumi, ramo yakuza operativo a Tokyo (40mila affiliati contro, per capirne le dimensioni, 1300 fedelissmi di Cosa nostra a New York). Continue reading ‘La mafia nipponica vota il Pd giapponese – Alessandro Chetta’
Di Francesca Viscone
I giornalisti tedeschi possono essere minacciati dalla mafia? Aber nein!
Quanti nemici si fa un giornalista che scrive contro la mafia? Essere minacciati o intimiditi da mafiosi o amici di mafiosi è un destino comune a molti. Ma mai fino ad oggi avevamo assistito ad un attacco frontale da parte di giornalisti che scrivono di mafia nei confronti di una collega impegnata sullo stesso fronte. Paradossalmente, accade in Germania, dove evidentemente ancora non hanno capito che c’è un solo modo per combattere la penetrazione delle mafie nella società dei “perbene”, ed è quello di fare fronte comune, di solidarizzare. Continue reading ‘I giornalisti tedeschi possono essere minacciati dalla mafia? Aber nein! – Di Francesca Viscone’
Un’antologia di 23 autori diversi in risposta a Berlusconi critico di «Gomorra» e di chi «parla male dell’Italia»
NAPOLI – A Riace, nella profonda Calabria, circolano delle banconote con su impresso il volto di Peppino Impastato. Sono dei buoni spendibili nei negozi del paese, equivalenti a cinque o dieci euro, che il Comune distribuisce agli immigrati. E a chi gli chiede se la sua apertura verso gli extracomunitari è frutto del suo essere di sinistra, il sindaco risponde: «No, sono del partito di Peppino». Contro le mafie, dunque.
È una delle tante storie raccontate in «Strozzateci tutti», il volume collettivo edito da Aliberti – la presentazione giovedì 28 alle 18 all’ex asilo Filangieri di Napoli con l’assessore alla cultura Nicola Oddati, il magistrato Raffaele Marino, lo scrittore Luigi Pingitore e alcuni autori – che vuole essere, dichiaramente, una risposta al premier Berlusconi che il 28 novembre di un anno fa aveva detto «Se trovo chi ha fatto le nove serie de La Piovra e chi scrive libri sulla mafia facendoci fare brutta figura nel mondo giuro che lo strozzo». Continue reading ‘Penne «da strozzare» scrivono di mafia – di Chiara Marasca (Corriere del Mezzogiorno)’
di Pietro Nardiello
A Gomorra senza diritti e speranze
C’è un altro modello Caserta rispetto a quello offerto dal ministro degli interni Roberto Maroni. Un modello vincente che va aldilà della presenza di militari sul territorio e che supera l’idea repressiva, ottima per delimitare o contenere le azioni criminali, mettendo al centro degli interessi il recupero socio sanitario dell’individuo e quello culturale ed economico del territorio stesso. Un lavoro capillare del quale sono testimone, materializzatosi grazie ai Progetti Terapeutici Riabilitativi Individuali, all’impegno di decine di appartenenti alle Cooperative Sociali e a rappresentanti del Terzo Settore. Continue reading ‘A Gomorra senza diritti e speranze – di Pietro Nardiello’
























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