di Gianni Solino
CAMORRA E POLITICA, un po’ di chiarezza!
Uno dei tratti distintivi delle mafie ad ogni latitudine è l’obiettivo del potere. In tale ottica è perciò imprescindibile il rapporto delle mafie con la politica. C’è una corposissima e inoppugnabile documentazione comprovante questi rapporti, con tanto di sentenze giudiziarie, di decreti di scioglimento di comuni, ben prima e ben oltre le vicende Dell’Utri o Cosentino che occupano oggi le prime pagine. Abbiamo anche notato che non sono grandi le differenze in tale ambito tra i vari partiti e schieramenti politici, a riprova che mafia e camorra non hanno ideologie politiche ma rivolgono le loro attenzioni verso chi detiene le leve del potere non disdegnando di appoggiare ora questo ora quel candidato di diverso segno a seconda della convenienza.
La politica, al contrario, ancora si attarda a rinfacciarsi le reciproche collusioni usando questo argomento come strumento di lotta politica. Non si contano più le interrogazioni parlamentari di questo o quel deputato per denunciare infiltrazioni verso amministrazioni di opposto segno politico, quasi mai appartenenti al proprio schieramento.
In via di principio tutti sono concordi nel dire che la lotta alle mafie non può avere coloritura politica, salvo a smentirsi appena si smettono i panni della convegnistica ufficiale e si passa a quelli di rappresentanti del proprio territorio e della propria parte.
Assistiamo così a curiose situazioni per cui questo o quel sindaco vengono bollati di collusione o appartenenza ai clan fin tanto che fanno parte dello schieramento avverso, salvo clamorose capriole di cui, però, nessuno viene mai chiamato a rispondere, con grave colpa del sistema mass mediatico che non usa mai la memoria specie nel raccontare i fatti della politica.
Qualche esempio concreto non tanto lontano nel tempo? La vicenda Orsi-Ecoquattro-Cosentino, utilizzata dal centro sinistra in Campania per attaccare il centro destra, nella quale un imprenditore (presunto) camorrista, in combutta con un politico (presunto) camorrista si spartivano affari, voti e potere all’ombra della più grave e duratura emergenza quale quella dei rifiuti in Campania e a Caserta. Michele Orsi, ucciso da Setola a giugno 2008, ha avuto in tasca la tessera dei D.S., chi e perché gliela diede, chi e perché non disse nulla a tal proposito? Nicola Cosentino, potente, ormai ex, sottosegretario e coordinatore PDL campano, prima di “buttarsi a destra” ha militato a sinistra portando non pochi voti da quella parte. Altri tempi? Non era ancora “in odore di camorra”? Ma per favore!
Esempi del genere ve ne sono a decine se non a centinaia.
Lo vogliamo capire che mafia e camorra sono in tutti i partiti?
In certi periodi e territori non c’è stato un comune che non sia stato pesantemente condizionato o infiltrato e le cui elezioni non siano state in parte o in tutto determinate dalla camorra.
Le persone colluse di tutti i partiti sono naturalmente alleate tra loro.
Le persone per bene quando si alleeranno?
di Gianni Solino
CAMORRA E POLITICA, un po’ di chiarezza!
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